Venise/Venezia
VENEZIA
Dopo l’esperimento fotografico del giardino (2012) delle querce in Maremma Toscana (2016 - 2019), mi sono inoltrato in una ricerca ancor più difficile e temeraria: fotografare Venezia in bianco e nero analogico con una tecnica simile, scivolata e multipla. Ho usato la 4,5x6 cm. medio formato: l’analogica Zeiss Ikon Nettar Bob 511 folding, costruita nel1938, quindi mia coetanea, facendo scorrere liberamente il film 120 Ilford FP4 per realizzare esposizioni multiple. (lo stesso giocattolo, non facile da usare, che mi è servito per raccontare le pietre e i palazzi, alti e aerei, dei Maharajah di Orchha). Rimosso il carnevale, le maschere, la folla, i colori e la perfezione descrittiva, mi sono interessato solo ad acqua e pietre, muri e canali, e l’incredibile permanenza della materia sopra il fluido nulla e un ritmo di chiari e scuri profondi. Materia che comprende il legno, come si vedrà. Non un discorso ambientalista o catastrofista: solo la volontà di raccontare con affetto una speciale bellezza, giocando con l’ignoto nascosto sotto le acque o dietro le svolte dei rii, intimità sofferente e vacillante, o luminosità di stupende facciate, quinte senza teatro, sontuose di marmi bianchi, con ricami di pizzi e sesti acuti gotici, esagerati, quasi impudenti. Ma anche facciate, quando di mattoni inquadrati sapientemente da pietre, di bellezza più dolce e tenera, bisognose di affetto per difenderle dal declino causato da acqua e tempo. Ritmo elegante e mai ripetitivo dato dalla successione di cornici di finestre e porte, portoni, archi, sottoportici, da me anche moltiplicati in sequenza, che col loro biancore si disegnano sul fondo variamente scuro o cupo, con la base immersa nell’acqua, mai trasparente, sempre scura e cupa, ma spesso riflettente, a moltiplicare in basso il gioco dei bianchi e del nero. Cui si aggiunge il profilo della gondola, diventato un logo astratto. A Giorgio Bertelli (il mio editore delle Querce) i miei scatti sono piaciuti: ha scelto un’immagine, per la cartella “Florilegio veneziano”, un omaggio a Venezia, da alcuni anni sua città d’elezione. E' una piccola perfetta opera editoriale, questa cartella (due poesie, due fotografie: due poeti lagunari, Pasquale Di Palmo e Andrea Longega e due fotografi il parigino Hervé Bordas, artista e gallerista che vive a Venezia, e Cottinelli).